| Le
cifre parlano chiaro: il mercato dei computer è in crisi. Nel 2001
le vendite sono calate del 12% nel mercato italiano e del 2% nel resto del
mondo. Nello stesso anno, la Dell ha avuto profitti per 1,7 miliardi di
dollari.
La
strategia 1994/2001
Dell
non ha inventato nulla: né un sistema operativo, né un microprocessore.
La sua strategia è consistita in 2 mosse: la focalizzazione del
target ed il canale corto. L'azienda si è cioè specializzata
nel mercato business e vende direttamente ai clienti finali tramite telefono
o web. In questo modo è passata da una quota di mercato del 4,2%
nel 1994 al 24,9% del 2001. Vediamo le performance fatte registrare dai
competitors nello stesso periodo:
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1994
|
2001*
|
| Compaq |
13,6%
|
13,3%
|
| Apple |
11,5%
|
4,2
|
| IBM |
8,7%
|
6%
|
| HP |
2,4%
|
9,7%
|
| Dell |
4,2
|
24,9
|
| Acer |
2,9%
|
2,2%
|
* 3° trimestre
La
strategia 2001/02
Obiettivo:
40% di market share.
Azioni: diversificazione del segmento servito, con aggressione del target
"consumer", che rappresenta attualmente solo il 15% del fatturato
aziendale. A tale scopo è stata lanciata una campagna pubblicitaria
diretta ad un target di giovani ed, in particolare, studenti. Sono stati
anche aperti diversi show room dove è possibile conoscere sia le
macchine da tavolo che i portatili che, successivamente, possono essere
acquistati tramite telefono o web. L'azienda ha inoltre deciso di diversificare
i prodotti lanciando la sua sfida nel settore dei router e dei servizi
ed apportando, in questo modo, un attacco diretto ai concorrenti più
forti in questo segmento: Ibm e Cisco.
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Oviesse
ha un sogno: diventare destination store.
Tratto
da: "Il Marketing di MARK UP Fatti e commenti dal mondo del
marketing" [20/06/2002]
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Assortimento
e spazi espositivi sono in continua evoluzione. Per rinnovare l'offerta.
Posizionamento chiaro, promesse mantenute, location di qualità,
ambienti funzionali. Sono alcuni dei punti di forza di Oviesse, una catena
che negli ultimi vent'anni anni ha intrapreso un percorso evolutivo e
di crescita dimensionale, culminato con l'acquisizione di Standa. Il successo
si fonda anche su componenti decisionali e proattive favorite dall'autonomia,
dalla valorizzazione delle risorse interne e soprattutto dalla capacità
di adeguarsi ai tempi e alle mutate esigenze dei consumatori.
In trent'anni Oviesse ha cambiato immagine più volte, e sia gli
assortimenti sia gli spazi espositivi sono in continua evoluzione, diretta
conseguenza di un processo aziendale svoltosi all'insegna della crescita
e della specializzazione. Già a partire dagli annì80 la
catena raggiunge un'autonomia e un posizionamento di mercato tali da garantirle
riconoscibilità ed efficacia. L'acquisizione di Standa, avvenuta
nel 1999, e la progressiva conversione dei suoi grandi magazzini estendono
e rafforzano la rete Oviesse sul territorio italiano. Non contenta di
aver consolidato la leadership sul mercato interno, Oviesse entra nel
2001 in Germania e in Svizzera, inaugurando un processo di espansione
all'estero che non esclude prossime aperture anche in Francia e Spagna.
Grazie ai punti di vendita rilevati dalla tedesca Kaufhalle, e alla rete
che svilupperà in Svizzera in seguito all'accordo con Globus, Oviesse
prevede di chiudere il 2002 con un fatturato di 1 miliardo di euro: un
risultato quattro volte superiore ai 241 milioni di euro di vendite nette
registrati nel '97.
L'era
del discount.
Oviesse
nasce, paradossalmente, da quello che si può forse definire l'unico
insuccesso di Gruppo Coin. All'alba degli anni settanta, Coin ha già
alle spalle una storia di tutto rispetto iniziata nel 1926 con l'inaugurazione
del primo grande magazzino, a Mirano (Ve). Nel 1962 apre il flagship store
di piazza Cinque Giornate, punto di vendita simbolo dello shopping milanese.
Nel 1969 Coin ha una quarantina di grandi magazzini, e decide di accelerare
lo sviluppo: l'obiettivo è di aggredire fasce di mercato medio-basse,
fino a quel momento non presidiate. Nasce così Coinette, una propaggine
della società madre, che si distingue volutamente per il format
dimesso ma battagliero: lo slogan, Tutto per Tutti, sottolinea la convenienza
del prezzo unita all'ampiezza dell'assortimento. La fase Coinette dura
circa 3 anni, fino al 1972. "Un'esperienza negativa", la ricorda
Maurizio D'Orazi, da 32 anni nel gruppo Coin, gli ultimi 20 trascorsi
in Oviesse di cui è direttore generale. La società si trova,
infatti, con una quindicina di negozi che non producono reddito. Il gruppo
decide, allora, di sviluppare un nuovo format, sempre basato sul tessile-abbigliamento,
ma con logiche da grande distribuzione: vengono, così, concepiti
punti di vendita con barriera casse, ambiente spartano, e soprattutto
prezzi imbattibili, i più bassi in assoluto. In questa fase la
catena opera con l'insegna OVS, acronimo di Organizzazione Vendite Speciali
e, come Coinette, veicola le rimanenze dei grandi magazzini Coin: la connotazione
è quella dell'ambulante al coperto.
L'epoca
del variety store.
La prima svolta storica è segnata, all'inizio degli anni ottanta,
dal cambio di denominazione e d'insegna: OVS diventa Oviesse. La novità
maggiore risiede soprattutto nella scelta di una tipologia di vendita
più ampia in termini assortimentali. La rete dei discount OVS cresce:
le merci di Coin non sono sufficienti ad alimentarne l'assortimento. Per
tale ragione viene creata, due-tre anni dopo, un'apposita struttura d'acquisto,
che sviluppa un'offerta tessile integrata dalle merci dure. Ai prodotti
storici vengono aggiunti, così, reparti di completamento come casalinghi,
cartoleria, giocattoli, profumeria e drogheria chimica. Il posizionamento
rimane pressoché immutato: Oviesse si propone come leader di prezzo.
Il pubblico di riferimento è rappresentato infatti da famiglie
e persone con l'esigenza di far quadrare il bilancio della spesa. In questo
periodo Oviesse non è più una divisione o una costola, ma
una società autonoma: con Coin mantiene solo un legame di proprietà.
Questa autonomia ha giocato un ruolo determinante per il futuro successo
della catena.
La specializzazione e la quotazione.
Nel
1988 la formula si trasforma. Oviesse cambia look e diventa grande magazzino
specializzato: non è solo un'operazione di restyling, ma una manovra
dettata da fattori di mercato. Dal punto di vista commerciale la massificazione
non funziona più. La catena deve distinguersi dalla concorrenza,
cercando una maggiore specializzazione nei settori più strategici
in rapporto al proprio posizionamento. Un altro fattore concomitante è
rappresentato dallo sviluppo degli ipermercati che, oltre all'assortimento
alimentare, offrono un'ampia scelta di merci dure, con particolare accento
sul tessile-abbigliamento, trattato in un'ottica discount. Oviesse non
può reggere questo tipo di concorrenza, soprattutto su prodotti
non tessili, tipici del variety store.
Nel 1995 viene completata la conversione dell'intera rete al format di
specialty store, con sostituzione del 30% del fatturato. Un'operazione
positiva che diversifica Oviesse dai principali concorrenti, Standa e
Upim. Con la prospettiva non lontana della Borsa, nel 1997 Oviesse viene
assorbita in Gruppo Coin. L'anno dopo la società di Mestre perfeziona
l'acquisizione del ramo non alimentare di Standa. Il ricorso alla quotazione,
nel 1999, permette di finanziare il piano di conversione dei 100 grandi
magazzini ceduti da Fininvest: un'operazione, giunta oggi quasi all'epilogo,
che ha richiesto un investimento quadriennale (1999-2002) pari a 154,94
milioni di euroattuali, 300 miliardi di lire. La superficie dei punti
di vendita Oviesse passa da una media di 900-1.000 mq a 1.400-1.500 mq:
lo sviluppo dimensionale ha inciso, però, sulla diminuzione della
produttività, scesa a 3.000 euro per mq nel 2001 rispetto ai 3.100
del 2000. Guardando alcuni indicatori di performance attuali, la crescita
maggiore si è registrata nelle ven dite nette, salite da 531,9
milioni di euro nel 2000 a 647,3 milioni nel 2001, con un incremento pari
al 21,7%. Il numero di scontrini è passato a 26,4 milioni nel 2001,
rispetto a 22,1 milioni registrati nel 2000, con una crescita del 19,5%.
Oggi
e domani.
Raggiunta una maggiore capillarità sul territorio, Oviesse vuole
migliorare la qualità del prodotto. Ritenuta da Gruppo Coin la
formula più esportabile, Oviesse sbarca nel 2001 in Germania con
l'acquisizione di 40 grandi magazzini ceduti da Kaufhalle. In Svizzera
stipula un accordo di master franchising con Abm, un'insegna che fa capo
a Migros: il gruppo di Mestre fornirà know how e assortimento per
il rilancio, con marchio Oviesse, di una catena composta da 26 punti di
vendita. Non meno importante è l'apertura di uffici d'acquisto
nell'Estremo Oriente, da dove proviene attualmente il 33% del valore merci.
Oviesse ha aperto sedi a Hong Kong, Dacca, Delhi, Shanghai. Complessivamente
vi lavorano 50 dipendenti, tutti italiani. L'azienda veneta punta, inoltre,
sui centri commerciali, canale in cui è presente dal 1990, e che
apporta oggi il 40% del fatturato totale. Nel futuro immediato figura
anche lo sviluppo di Act, format rivolto a fasce di consumo più
giovani, (20 e 35 anni), caratterizzato da superfici di media grandezza,
tra 250 e 450 mq, con focus sul tempo libero. Nel contempo verrà
rafforzata l'affiliazione, ancora poco presente, ma ritenuta ideale per
espandersi in piccoli centri urbani, con un potenziale di fatturato inferiore
a 25,82 milioni di euro.
Il
marchio insegna.
I punti di forza di Oviesse sono soprattutto nell'assortimento e nel pricing.
La massa critica acquisita con gli ex Standa ha permesso di migliorare
la capacità negoziale. La forte presenza nei centri urbani, che
rappresentano il 44% delle location, e la capacità di offrire prodotti
competitivi nell'abbigliamento esterno uomo e donna, e nel bambino (da
0 a 14 anni), costituiscono una solida base per incrementare la brand
awareness. Fino a pochi anni fa Oviesse aveva 25 marchi di fantasia: il
più noto totalizzava appena il 3%. Dal 2002 tutto l'assortimento
porta il marchio dell'insegna. Come Marks Spencer.
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